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05 giugno 2017

L'intervento di Paolo Portinari di h3o Yacht Design al convegno dell'Enave su "Progettazione nautica per le unità da diporto"

Il tema affidatomi era "Un modo innovativo di immettere un’imbarcazione a vela sul mercato", ho portato l'esempio del lancio di Rossorgano 28.  

Punto di partenza è stata l'individuazione delle criticità legate alla gestione e all’utilizzo di barche a vela da crociera di dimensioni comprese fra 9 e 11 metri di lunghezza:
  • Costi di gestione elevati in relazione all’utilizzo della barca
  • Uso della barca limitato all’intorno alle acque del porto di residenza a causa delle basse velocità medie tipiche di uno scafo di tali dimensioni
  • A causa degli elevati costi di mantenimento, l’armatore vincola il suo tempo libero al porto di residenza della barca nell’intento di ammortarne le spese: la barca si trasforma in un impegno gravoso
  • L’armatore si sente costretto a trascorrere parte delle proprie vacanze utilizzando la barca, vincolandosi a navigare nelle solite acque, partendo dal solito porto
  • Poco costosa da trasportare, addirittura carrellabile, in modo che possa essere tenuta in uno spazio vicino a casa, oppure spostata dal mare al lago a seconda delle esigenze
  • Facilmente trasportabile nel luogo di vacanza, o comunque non vincolata ad un porto di appartenenza
  • Abitabile e comfortevole
  • Piacevole da utilizzare, ma anche sicura e rassicurante
  Tutto questo all'interno di rigorosi vincoli dimensionali: larghezza massima contenuta in 2,54metri – peso ridotto – altezza complessiva della barca contenuta (quindi chiglia con pescaggio variabile).

  Le soluzioni strategiche individuate sono state:
  • Volumi interni ampi: – Altezza interna adeguata anche alle persone più alte – Disimpegni sufficienti a muoversi con sicurezza – Una toilette vera e vivibile, utilizzabile anche in navigazione – Letti sufficientemente larghi e lunghi – Ambienti accoglienti, poco claustrofobici, quindi luminosi e ariosi – Isolamento dal caldo estivo e dal freddo invernale, adeguato ricircolo dell’aria e protezione dal sole diretto – Impianti completi, ma non ridondanti
  • Superfici esterne vivibili: – Pozzetto ampio e protetto, dove muoversi agevolmente – Passaggi privi di intralci – Accesso al mare diretto – Superficie prendisole
  • Qualità nautiche: – Sufficientemente stabile al rollio e al beccheggio anche all’ormeggio – Capacità di veleggiare con poco vento – Semplice da manovrare sia a vela, sia a motore – Motore entrobordo affidabile, magari anche elettrico – Affidabile anche con cattivo tempo Soluzioni strategiche
  Una barca che risponda efficacemente a tutte queste specifiche è un piccolo yacht, che richiede l’utilizzo di tecnologie produttive costose, impianti elaborati e un investimento progettuale notevole. Il costo di un oggetto di questo tipo, seppur ottimizzato, rischia di essere pericolosamente alto e vicino a quello di barche di dimensioni maggiori.
  È quindi necessario lavorare con attenzione sul compromesso fra costo e qualità, che sia il migliore possibile e, soprattutto, che sia percettibile all’utente finale.
  Definizione strategica degli obiettivi e metodologie applicate:
  • Riduzione delle ore lavoro : – Parti stampate con superfici lucide a vista – Parti che si assemblano tramite flange di incollaggio (fascettature ridotte al minimo) – Incastri guidati delle parti e delle paratie – Riduzione al minimo delle finiture

  • A fronte di: – Alto investimento in stampi – Maggior costo di preparazione delle parti stampate – Necessità di un elevato controllo degli spessori di laminazione
  Individuazione del miglior rapporto qualità-costo:
  • Stampare e assemblare le parti in vetroresina in Polonia, dove costa meno la manodopera a fronte di una buona qualità finale del laminato
  • Finire la barca in Italia, dove ci sono : – Maestranze che garantiscono un elevato standard qualitativo di finiture e assemblaggi – Elevata competenza derivata anche dalla tradizione dei maestri d’ascia – Produttori di attrezzatura di qualità – Artigiani competenti e capaci.